Il 16 agosto 2020 il ROV abissale Multipluto si è immerso sul relitto Dae37 allo scopo di filmare il carico di marmi trasportato da una nave romana, affondata poche miglia a Nord Ovest dell’isola della Gorgona, a 280 m di profondità.
La missione archeologica è nata da una collaborazione fra Guido Gay, della Fondazione Azionemare e il professor Carlo Beltrame, docente di Archeologia marittima all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nell’ambito di un progetto di studio dei relitti con carichi di marmo di età romana nel sud e centro Italia.
Siamo tornati con il catamarano attrezzato Daedalus sul relitto, già scoperto nel 2018, insieme alla dott.ssa Elisa Costa, archeologa subacquea, per ispezionare nuovamente il carico e prelevare, a scopo di studio e campionamento e grazie all’autorizzazione della Soprintendenza di Pisa e Livorno, due anfore del tipo Dressel 2-4, ma di foggia diversa.
Le immagini riprese dal Multiputo hanno mostrato chiaramente i blocchi squadrati di marmo, probabilmente provenienti dalle cave di Carrara, e in particolare un grande blocco sbozzato lungo 8 m, largo 3.5, alto più di 2 dal peso di oltre 100 t. ed altri blocchi squadrati per circa ulteriori 150 t.
Le anfore, sbarcate a Capraia per le operazioni di dissalazione e conservazione, indicano che si trattava di una nave di epoca repubblicana (I – II sec d.C.) che proveniva presumibilmente dal porto di Luni ed era diretta a Roma.