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Una coop a caccia di tesori sommersi

Scritto da Vinicio Leonetti - Il Sole 24 Ore, 07-01-2008 02:00

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Pubblicato in : Archeonews, Ultime notizie

Vicino al promontorio di Tropea c`è un piccolo porto sommerso d`età romana, il Forum Herculis. Dal fondale sabbioso affiorano solo le bitte d`ormeggio, ma si tratta di un sito vasto. Mentre nello Stretto di Messina, davanti a Punta Faro, c`è una vecchia nave dei primi del Novecento che andava a vapore con il motore a pale, adagiata a 150 metri di profondità.
Sono solo alcune delle scoperte fatte dalla cooperativa Nautilus specializzata in tesori sommersi. L`azienda di Vibo Valentia guida infatti un`Ati (Associazione temporanea d`imprese) di otto aziende incaricate dal ministero dei Beni culturali del progetto Archeomar,..

Vicino al promontorio di Tropea c`è un piccolo porto sommerso d`età romana, il Forum Herculis. Dal fondale sabbioso affiorano solo le bitte d`ormeggio, ma si tratta di un sito vasto. Mentre nello Stretto di Messina, davanti a Punta Faro, c`è una vecchia nave dei primi del Novecento che andava a vapore con il motore a pale, adagiata a 150 metri di profondità.
Sono solo alcune delle scoperte fatte dalla cooperativa Nautilus specializzata in tesori sommersi. L`azienda di Vibo Valentia guida infatti un`Ati (Associazione temporanea d`imprese) di otto aziende incaricate dal ministero dei Beni culturali del progetto Archeomar, un vero e proprio censimento dei tesori coperti dal Mediterraneo in Calabria, Campania, Basilicata e Puglia per tracciare una mappa.
Il capitano di Nautilus è Raffaele Greco, un biologo di 47 anni che insieme a una quindicina di neolaureati vibonesi nell`85 decise dinon fare la valigia per trovare lavoro e di creare una coop con l`obiettivo della ricerca in mare. L`opportunità per quei giovani arrivò con la "legge De Vito", la 44/86, che finanziava iniziative di giovani imprenditori attraverso la formula del prestito d`onore. Nautilus riuscì a spuntare 2,5 milioni divecchie lire, comprò una vecchia barca, la Coopernaut Franca, la trasformò in laboratorio e l`equipaggio mise in pratica tutto ciò che aveva imparato nelle aule universitarie.
Sembrava una di quelle imprese destinate a fallire in pochi mesi, ma a distanza di 21 anni la coop è una delle più accreditate in Italia per la ricerca oceanografica.
Tant`è che è diventa capofila nel progetto Archeomar portato avanti da imprese navigate di Marsiglia (Comex), Milano (Sinergis e Tesi), Siena (Cooperativa Archeologica), Messina (Arena Sub), Palermo (Geolab) e Roma (Silenzi Srl).
«Il nostro segreto - sottolinea Greco - probabilmente è stato riunire insieme diverse professionalità in un`epoca in cui in Calabria c`era ancora un individualismo esasperato». La coop, con 28 soci e una cinquantina di esterni, nel 2oo6 ha fatturato 6,2 milioni di curo, occupandosi non solo di cercare tesori con navi laboratorio e robot subacquei, ma anche diindagini geofisiche in mare e a terra.
Della Nautilus è la sorveglianza periodica di un lungo tratto del gasdotto algerino che passa sott`acqua tra Palermo e Napoli, e la coop ha anche creato per prima in Italia un allevamento di orate e spigole biologiche.
Ma nel futuro Nautilus punterà sull`ambiente. In partenariato con le Università di Padova, Siena e Parma, Greco porterà avanti un progetto da 7,5 milioni dieuro per la creazione di un centro d`eccellenza per il controllo degli alimenti. E in collaborazione con l`Exenia Group di Padova ha un programma finanziato con 3 milioni di curo attraverso il Pia (Pacchetto integrato di agevolazioni) Innovazione per l`estrazione di acidi polinsaturi (Omega 3) da oli, bergamotto e cedro ma con sistemi naturali e senza solventi chimici. Cioè la base per la produzione di alimenti probiotici preferiti nelle diete di chi vuol mangiare sano

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