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I tesori riemergono dal Mare nostrum

Scritto da argouno, 19-06-2009 13:08

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Pubblicato in : Archeonews, Ultime notizie

Largo di Gela In un deposito a pochi metri di profondità
I tesori riemergono dal Mare nostrum

I carabinieri recuperano preziosi reperti archeologici Un sito marino di importante valore 

Un museo in mare aperto. Preziosi reperti archeologici di epoca romana, greco-ellenistica e bizantina sono stati recuperati dai sommozzatori dei carabinieri nel mare di Gela, dove i militari del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno individuato un giacimento sottomarino.

Secondo gli esperti potrebbe trattarsi di un antico naufragio ma altri sono propensi, vista la vicinanza con la costa dell'antico porto di Ghelas, l'antica Gela alla foce del fiume Dirillo. In località Bulala, con la collaborazione di alcuni sub locali, i carabinieri hanno rinvenuto 26 frammenti fittili di epoca greco-ellenistica, romana, un elemento architettonico in marmo del XVIII-XIX ed un pezzo di assoluto valore una patera sigillata di epoca bizantina con colomba, simbolo cristiano, impressa.

Ma inquello specchio di mare sono stati rinvenuti anche i resti di un mezzo anfibio amerciano e un aereo della seconda guerra mondiale. Tutti i reperti ritrovati sono stati consegnati alla Soprintendenza del Mare, che acquisirà, grazie alle rilevazioni dei Carabinieri, le esatte coordinate marine del sito, agevolando, in tal modo, la sorveglianza e la tutela di una parte dell'immenso patrimonio archeologico sommerso di cui è ricca la Sicilia. Gela è una delle più antiche città siciliane; i primi insediamenti risalgono al V° millennio a.C. Il nome attuale della città è storicamente legato a quello della potentissima colonia dorica fondata nel VII secolo a.C.. Porto di scambio tra i popoli italici, etruschi e romani con greci e fenici.

«L'operazione di recupero è stata coordinata dal comando carabinieri della Tutela del patrimonio culturale - ha spiegato il colonello Cortellessa, vice comandante del Tpc - con la collaborazione dei nostri sommozzatori e dei militari della Compagnia di Gela. Un lavoro che i carabinieri svolgono peridoicamente in diversi siti marini. Analoga oeprazione viene compiuta inq uesti giirni nelle acque dell'Arcipelago toscano».

L'attività dei militari dell'Arma è stata aiutata dalle numerose segnalazioni giunte in caserma da parte dei cittadini, soprattutto da subacquei. «Sono stati loro - hanno spiegato i carabinieri - a segnalare la presenza di reperti, segno evidente di una sempre più diffusa sensibilità collettiva nei confronti della tutela dei beni culturali».
Mau.Pic.

 

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