Durante le ricerche sottomarine strumentali condotte sui fondali del Golfo dell’Asinara dall’Ing. Guido Gay a bordo del catamarano DAEDALUS, sono stati ritrovati e segnalati alla Soprintendenza due relitti antichi, giacenti a notevole profondità al largo di Isola Rossa (Trinità d’Agultu, OT).
I relitti sono stati documentati con l’ausilio dei due veicoli sottomarini telecomandati (ROV), Pluto UX e Pluto 1000, di proprietà dell’Ing. Gay.
Nei giorni tra il 6 e l’8 settembre scorso sono stati recuperati alcuni campioni delle anfore, allo scopo di esaminarle da vicino, grazie all’assistenza tecnica specialistica assicurata dall’Ing. Gay e dalla sua squadra, con il controllo del responsabile del servizio per l’archeologia subacquea della Soprintendenza, Dott.ssa Gabriella Gasperetti, e la collaborazione dei restauratori ed operatori subacquei della Soprintendenza, Sigg. Giovanni Antonio Chessa e Antonio Serra.
Il recupero è stato reso possibile, senza alcun danno per i reperti e per il resto del carico, grazie all’attrezzatura progettata e realizzata dall’Ing. Gay allo scopo.
Il primo relitto, su un fondale di oltre 300 metri, è un carico di centinaia, forse migliaia, di anfore di età romana imperiale, provenienti dalla regione della Betica, nel sud della Penisola Iberica, che trasportavano salsa di pesce, il “garum” tanto apprezzato sulle tavole dei Romani.
Il secondo è collocato su un fondale di circa 200 metri ed è composto da alcune decine di anfore e da una grande concrezione, resto di minerali o metalli trasportati nella stiva della nave.
In base alla tipologia delle anfore si può stabilire una datazione più recente di quest’ultimo relitto, in epoca romana tardo imperiale. La regione di provenienza è, anche in questo caso, la parte occidentale dell’impero e più precisamente le coste del Portogallo, l’antica Lusitania.
Queste anfore trasportavano anch’esse salsa di pesce, che era una delle attività produttive principali della Penisola Iberica, assieme a quella mineraria e alla produzione di olio per il rifornimento di Roma e di scali intermedi, quale quello di Turris Libisonis (Porto Torres, SS), che si trovava a breve distanza, lungo la rotta percorsa da questi sfortunati equipaggi.
Le anfore sono attualmente in fase di restauro presso il Centro di Restauro e Conservazione di Li Punti a Sassari.
La Soprintendenza sta provvedendo a tutelare i due siti archeologici dai danni arrecati dalle reti per la pesca d’altura, unico reale pericolo per la conservazione dei relitti.

Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro
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