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Ritrovamenti

BATTAGLIA DELLE EGADI: ORA PARLA L’ARCHEOLOGIA

Scritto da argouno, 31-01-2012 12:37  

Pagina vista : 19

Pubblicato in : Ritrovamenti, Ritrovamenti

BATTAGLIA DELLE EGADI: ORA PARLA L’ARCHEOLOGIA di Stefano Zangara

Rivista: ARCHEOLOGIA VIVA N. 151-2012 mese: Gennaio-Febbraio

Ecco gli ultimi sensazionali risultati delle indagini subacquee che da alcuni anni si susseguono nel mare dell'arcipelago e che hanno permesso d'identificare il punto in cui avvenne la celebre battaglia decisiva per la prima guerra punica...

D al 2005, con annuali campagne d'indagine, è in atto il progetto "Archeorete Egadi", legato all'idea d'individuare i bracci di mare che il 10 marzo del 241 a.C. videro lo storico scontro navale fra Romani e Cartaginesi. Il progetto, condotto dalla Soprintendenza del Mare in partenariato con la fondazione RPM Nautical Foundation diretta da George Robb jr. e con la collaborazione dell'archeologo Jeffry G. Royal, sta attuando un programma d'indagine in acque profonde intorno all'isola di Levanzo, con uso di sonar Multibeam (Simrad Kongsberg EM Dual Head 3002D) per una superficie totale di scansione pari a 210 chilometri quadrati.

http://www.archeologiaviva.it/index.php/article/1844/BATTAGLIA-DELLE-EGADI:-ORA-PARLA-L%E2%80%99ARCHEOLOGIA.html

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Individuata probabile traccia dell’aereo tedesco abbattuto nelle acque dell’Arcipelago da un aereo inglese nella seconda guerra mondiale.

Scritto da argouno, 31-01-2012 12:25  

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Pubblicato in : Ritrovamenti, Ritrovamenti

La Maddalena, 26 Gennaio 2012.
Di Lorenzo Impagliazzo.
Cristina Freghieri, scrittrice, ricercatrice, sub professionista (il team lombardo del quale fa parte si occupa della ricerca storica e della documentazione foto video dei relitti ancora dimenticati) sta per chiudere il cerchio sulla storia di un aereo tedesco abbattuto nelle acque dell’Arcipelago di La Maddalena poco dopo mezzogiorno del 26 luglio 1943.
L’esperta ricercatrice lombarda (nella foto) supportata dallo staff di www.lamaddalenatv.it, al termine di un’intera giornata di perlustrazioni in mare effettuate per dare concretezza alle precise segnalazioni raccolte in nove mesi di minuzioso e puntiglioso lavoro, è arrivata alla conclusione di aver individuato probabili tracce del mezzo abbattuto.
Nella ricostruzione storica, il Messerschmitt 323 Gigant: esamotore da trasporto pesante con ali in compensato e tela, prodotto in circa 200 esemplari capaci ciascuno di trasportare più di 100 uomini in pieno assetto di combattimento, venne attaccato a poco più di 4 km a est di Caprera, dove tentò un ammaraggio di fortuna, ma appesantito dal carico affondò rapidamente con l’annegamento di numerosi militari e il salvataggio di altri recuperati da un’imbarcazione italiana.
Poco più in la, un’altro aereo con la posta militare si schiantò a terra. Nell’impatto 42 militari morirono nell’incendio mentre 12 riuscirono a mettersi in salvo.
il servizio TV è visibile su questo link
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