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UNA CARTA PER SALVARE LA LAGUNA

Scritto da argouno, 12-03-1996 02:00

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Pubblicato in : Ritrovamenti, Ritrovamenti nel Mare e laguna di Venezia

VENEZIA - La Carta archeologica della Laguna, realizzata dal Consorzio Venezia Nuova per conto dei ministeri per i Beni Culturali e dei Lavori Pubblici, consente di tutelare un' area - la laguna veneta, appunto - che è un prezioso serbatoio di testimonianze sommerse. Lo ha detto ieri alla presentazione del nuovo documento Luigi Fozzati, direttore del Centro tecnico di archeologia lagunare a cui si deve buona parte del merito dell' iniziativa.

VENEZIA - La Carta archeologica della Laguna, realizzata dal Consorzio Venezia Nuova per conto dei ministeri per i Beni Culturali e dei Lavori Pubblici, consente di tutelare un' area - la laguna veneta, appunto - che è un prezioso serbatoio di testimonianze sommerse. Lo ha detto ieri alla presentazione del nuovo documento Luigi Fozzati, direttore del Centro tecnico di archeologia lagunare a cui si deve buona parte del merito dell' iniziativa. La Carta, ha spiegato il portavoce del Consorzio Franco Miracco, materializza l' idea di una ' archeologia preventiva' che eviti i guasti del sistema attuale, improntato alla casualità. La Carta è completamente informatizzata, viene aggiornata continuamente a mano a mano che emergono nuove scoperte e ha dunque un duplice scopo, pratico e scientifico. Durante la peste del 1348, che decimò la popolazione, un lugubre corteo di ' peate' , le grandi barche a fondo piatto, era solito trasportare la ' gente piccola' , cioè i cadaveri di poveri e diseredati, sulle isole disabitate della Laguna per la sepoltura di massa. Una di queste era l' isola di San Marco in Bocca Lama, sede per tutto il medioevo di un monastero benedettino, già abbandonato all' epoca della peste. L' isola non esiste più. Nel corso dei millenni la Laguna è cambiata. Abitata fin dall' età del bronzo, in epoca romana aveva rispetto a oggi un maggior numero di terre emerse. Fenomeni di subsidenza ne hanno poi abbassato il livello. Se intorno al 1960 l' archeologo volontario Ernesto Canal, benemerito dell' esplorazione lagunare, poteva ancora poggiare i piedi sui resti del citato monastero, l' apertura del canale Malamocco-Marghera, calamità geologica tra le più gravi, affossava definitivamente l' isola di San Marco, ora sotto tre metri d' acqua. Recentemente l' isola è stata visitata da Marco D' Agostino e da altri archeologi subacquei che ne hanno eseguito il rilevamento consegnando i dati al computer, cioè alla Carta informatizzata che descrive altri duecentocinquanta siti sia sommersi che in ambito terrestre. La Carta archeologica della laguna e del mare di Venezia è costata 250 milioni provenienti dai fondi della Legge speciale. Una parte dei reperti troverà collocazione in un nuovo museo a Chioggia, apertura a giugno. - g m p
Repubblica — 12 marzo 1996   pagina 23   sezione: CRONACA
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