Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
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Partirà lunedì 22 giugno nel fiume Stella, nella Bassa Friulana, la quinta campagna di archeologia subacquea guidata dall’Università di Udine nell’ambito del progetto Anaxum realizzato con la Soprintendenza archeologia del Friuli Venezia Giulia e il sostegno della Provincia di Udine.

Si tratta dell’unico scavo archeologico didattico in ambiente fluviale a livello nazionale e internazionale. Fino alla prima metà di agosto quindi gli archeo-sub dell’ateneo scandaglieranno i fondali nel tratto in Comune di Palazzolo dello Stella (Udine).

Le ricerche riguarderanno l’area di dispersione di reperti del sito “Stella 1” e più a nord di circa 2 chilometri, dove la via Annia attraversava il fiume.

La campagna 2015 – diretta da Massimo Capulli, coordinatore del progetto Anaxum e docente di metodologia della ricerca archeologica – sarà condotta da un team multidisciplinare di ricercatori ed esperti. Parteciperanno anche una dozzina di studenti, dottorandi e specializzandi dell’Università di Udine e di altri atenei italiani e del partner progettuale Texas A&M University (Stati Uniti).
La campagna di ricerche, infatti, al carattere scientifico unisce anche la dimensione didattica perché dà agli studenti la possibilità di partecipare a uno scavo archeologico subacqueo in fiume. I giovani possono così migliorare le proprie abilità acquatiche e fare esperienza nell’utilizzo degli strumenti da scavo subacqueo.

Obbiettivo del progetto Anaxum-Archeologia e storia di un paesaggio fluviale è indagare il paesaggio archeologico del fiume Stella.
Cuore dell’iniziativa è un gruppo di ricerca interdisciplinare che utilizza il corso d’acqua come laboratorio per la formazione di archeologi subacquei in un ambiente problematico quale quello fluviale, sviluppando al tecniche geofisiche integrate e innovative.

Anaxum è nato nel 2011 dalla collaborazione tra il dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine e la Soprintendenza archeologia del Friuli Venezia Giulia. Collaborano al progetto, sostenuto ora anche dalla Provincia di Udine, la Texas A&M University e l’Institute of Nautical Archaeology (Stati Uniti), e gli atenei di Padova, Trieste e Sydney (Australia).

«Ribadiamo – afferma il Soprintendente dell’Archeologia del FVG – la nostra grande soddisfazione per i risultati conseguiti nel campo dell’archeologia subacquea del Friuli Venezia Giulia a seguito dell’importante accordo con l’Università di Udine, che ha dato avvio al Progetto Anaxum. Per la Soprintendenza è titolo di particolare prestigio lavorare con quello che è diventato uno dei migliori poli di archeologia subacquea a livello internazionale».

«Una nuova squadra di studenti – spiega Capulli – è pronta a immergersi nella corrente dello Stella, a imparare a lavorare nell’acqua torbida e fredda, nella consapevolezza che un fiume è un ambiente estremamente formativo e un luogo privilegiato per chi si occupa di archeologia delle acque. Chi si immerge, anche solo come attività ludica, sa bene che in acqua ci si sente parte della natura e al tempo stesso alla sua mercé. Questa sensazione diventa ancora più forte, più vivida, quando è il vorticoso corso di un fiume a circondarci.

«La scelta di dar vita ad una attività di ricerca nel fiume Stella – sottolinea Capulli – non è stata presa quindi ignorando che il fiume sia un soggetto tutt’altro che passivo. Questa è una lezione importante, forse la più importante che gli studenti possano apprendere: l’organizzazione e gestione dell’attività sia didattica, che di ricerca deve presentare caratteristiche di estrema duttilità. Non si può difatti prescindere dalla consapevolezza che sia sempre il fiume il detentore dell’ultima parola. Ma a differenza della maggior parte dei siti marittimi, i contesti fluviali rimandano con certezza alla storia del passaggio a cui appartengono e ciò li rende forieri di dati preziosissimi, e spesso non reperibili altrove. Così, anche se la ricerca del progetto Anaxum è impegnativa e destinata a continuare molti altri anni, alla fine consentirà di scrivere una importante pagina della storia dell’alto Adriatico, dove pianura e mare si incontrano, e spesso sovrappongono».

«Un’iniziativa davvero molto prestigiosa alla quale Palazzo Belgrado ha deciso di dare il suo sostegno – spiega l’assessore provinciale all’istruzione, Beppino Govetto – in quanto, oltre alla portata scientifica dello stesso e al ruolo di primo piano a livello internazionale rivestito dall’Ateneo di Udine, apre al nostro territorio e a quello della Bassa Friulana importanti prospettive sotto l’aspetto culturale, storico e di valorizzazione turistica. Un’attività che vede la sinergia, insieme ai partner scientifici, anche di alcune amministrazioni comunali che, in questa iniziativa, ripongono grandi attese per lo sviluppo locale».
Fonte: Università di Udine

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