Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
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Un ritrovamento eccezionale: è stato individuato sul fondo del lago di Garda il relitto del Fiat C.29, inabissatosi 87 anni fa.

Il Fiat C.29 progettato dall’ing. Rosatelli è un’idrocorsa, un idrovolante da competizione, realizzato per partecipare alla Coppa Schneider del 1929. Sin dall’inizio lo sviluppo di questo velivolo si rivelò problematico, il primo esemplare arrivò al Reparto Alta Velocità di Desenzano a metà del 1929 e si inabissò durante le prime prove di flottaggio ad una velocità di 100 km/h, ai comandi Mario Bernasconi che ne uscì senza gravi conseguenze.

Dopo aver risolto i problemi di flottaggio, il Fiat C.29 continuò a mostrare problemi di stabilità. A farne le spese fu Francesco Agello che si inabissò il 16 luglio 1929 a seguito di un’ammaraggio, alla velocità di 150 km/h. Come riportato da Manlio Bendoni in “Epopea del Reparto Alto Velocità” : “Le cause dell’incidente pare siano da attribuirsi o ad un relitto messo giusto di traverso, forse un palo od un lungo bastone, od una increspatura del lago; comunque sicuramente un imponderabile. Non è difficile fare il processo al C.29 tenendo presente che Bernasconi aveva raccomandato fermamente ad Agello di effettuare manovre addirittura decimillimetriche e vietato di fare uso del parabrezza completo“. Infatti parte del parabrezza del C.29 era stato asportato su indicazione di Bernasconi, comandante del Reparto Alta Velocità, proprio per facilitare l’uscita del pilota in caso di incidente.

“E’ chiaro che il Comandate aveva intuito subito qual’era il punto debole del C.29: troppo delicato perchè troppo minuscolo, perciò non in grado di assorbire un pur minimo errore del pilota od una lievissima alterazione delle condizioni dell’aria o dell’acqua; mentre il pilota non era venuto meno alla fiducia in lui riposta, non così era stato per le condizioni del lago: era bastato un piccolo relitto galleggiante od una leggera increspatura.”

Agello fu prontamente recuperato dalle squadre di soccorso, e proseguì la sua straordinaria carriera, culminata con il primato di velocità di 709,209 Km/h realizzato con il Macchi-Castoldi M.C.72.

Il Fiat C.29 MM 129 rimase sul fondale per poi essere dimenticato, fino al 21 febbraio 2016 quando, in occasione delle ricerche di un sommozzatore disperso, il Gruppo Volontari del Garda individuò per caso il relitto del C.29 nella zona del golfo di Desenzano.

Ad oggi è sopravvissuto solo un esemplare di C.29, esposto al Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle, in compagnia di altri idrocorsa: Macchi M.39, Macchi M.67, Macchi MC.72

Per il 17 Maggio alle ore 11:00 è stata indetta una conferenza stampa presso il Castello di Desenzano del Garda Salone “Gino Benedetti” per presentare l’importante ritrovamento. Il 27 Maggio sera è prevista la presentazione al pubblico presso Palazzo Todeschini.

Ecco come i Volontari del Garda raccontano il ritrovamento (da www.gardapost.it)

“Il 21 Febbraio del 2016 l’imbarcazione da ricerca Volga 2026 del Gruppo Volontari del Garda era impegnata nelle ricerche estese di un apneista disperso dal mese di Gennaio. La zona era quella del golfo di Desenzano dove era stata ritrovata la boa di segnalazione del disperso.

Sul tracciato sonar dell’imbarcazione apparve una sagoma che era senza dubbio di fabbricazione umana e la successiva ispezione visiva con il robot subacqueo filoguidato (ROV) evidenziò che si trattava dei resti di un velivolo di colore rosso, infisso quasi verticalmente nel fondale con la prorpia coda ai suoi piedi ed un inconfondibile stemma del ventennio sulla fiancata.

Dopo la denuncia del ritrovamento alle autorità competenti (Soprintendenza Archeologia, Soprintendenza Beni Ambientali, Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturare e Guardia Costiera) il Nucleo Sommozzatori del GVG ha interessato in maniera anonima e riservata alcuni esperti del settore per il riconoscimento del velivolo. Le prime immagini girate non erano di grande qualità e non inquadravano soprattutto la porzione di coda che avrebbe poi confermato in modo assoluto l’identificazione ma ugualmente, soprattutto per l’apporto dell’associazione Archeologi dell’Aria, i resti vennero catalogati come quelli appartenenti ad un FIAT C.29.

Una successiva ispezione visiva permise di individuare sui resti della coda la scritta “C.29″ e “129″, attribuendo quindi con certezza assoluta la provenienza del relitto.

Da diversi mesi il Gruppo Volontari del Garda collabora con l’associazione Atena CuMaNa, che ricopre un ruolo pratico ed operativo di grande importanza nella tutela dei relitti storici sommersi dei nostri mari. Grazie a questi contatti da tempo sono in corso progetti con la Soprintendenza Archeologia di Brescia per sviluppare una collaborazione operativa sui ritrovamenti storici ed archeologici nel Lago di Garda che si dovrebbero concretizzare con un protocollo nei prossimi mesi.

A questo punto, in accordo con la Soprintendenza Archeologia della Lombardia, si è deciso di procedere con la diffusione della notizia del ritrovamento senza però ovviamente dare informazioni sulla profondità e sulla posizione dei resti, in modo da ottenere fin da subito un livello di tutela elevato ed evitare episodi di depredazione o pericolose immersioni per visitare il relitto.

Anche il Comune di Desenzano, coinvolto nella gestione del ritrovamento, ha accolto entusiaticamente la notizia attivandosi per mettere a disposizione le strutture per la presentazione alla stampa ed al pubblico della scoperta. Il futuro di questi resti è ora affidato alle istituzioni preposte. Ad oggi, visto il breve periodo intercorso dal ritrovamento, non esistono ancora ipotesi su come procedere per la sua valorizzazione”.

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