Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
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Roma, 26 giu. (Adnkronos)

Abbiamo la certezza di aver trovato il relitto della Corazzata Roma. E' al largo dell'Asinara, nel canyon di Castelsardo, a 1.200 metri di profondità''. Lo dice all'Adnkronos Francesco Scavelli, ricercatore e regista della Bluimage Productions. Dopo cinque anni di ricerca il team guidato dallo stesso Scavelli, insieme alla Comex di Marsiglia, società leader nelle ricerce oceanografiche, ha individuatoil relitto più importante della Seconda Guerra Mondiale.

''La conferma -spiega Scavelli- ci è giunta dall'elaborazione magnetometrica dei dati, effettuata dai tecnici specializzati della Comex. La prossima settimana, con attrezzature scientifiche all'avanguardia, scenderemo negli abissi per filmare il relitto e d analizzarlo da vicino''. Per la missione verranno utilizzate telecamere filoguidate, in Hd, e ''stiamo aspettando un mini-sommergibile per arrivare fino a quelle profondità''.Il team conta 4 persone: oltre a Scavelli, ci sono altri tre ricercatori. ''A finanziare la missione è la Bluimage -aggiunge il documentarista- ma abbiamo ottenuto dal ministero dei Beni culturali un finanziamento per l'opera prima di 200.000 euro, per realizzare il film-documentario dal titolo 'Trovate: la Roma'. Racconterà come è stato ritrovato il relitto, dopo 5 anni di indagini''. La nave introvabile della Regia Marina fu affondata il 9 settembre 1943 alle 16,11, colpita da due bombe radioguidate lanciate da 6.500 metri di quota da bombardieri tedeschi Dornier Do 271K, mentre era in navigazione all'altezza del faro dell'Asinara.Da oltre 60 anni ricercatori, storici, compagnie di recupero l'hanno cercata senza mai individuare dove si trova la tomba di oltre 1.393 marinai italiani deceduti in quell'atto di guerra. Il team di ricerca guidato da Scavelli della Bluimage Productions insieme alla Comex di Marsiglia, durante la quinta campagna di ricerca sui fondali dell'Asinara ha rilevato a una profondità di circa 1.200 metri una forte anomalia magnetica non naturale che si riferisce al relitto della corazzata Roma. Oggi l'anomalia viene confermata.''L'identificazione del punto di affondamento e l'area di ricerca -spiega Scavelli- è stato ottenuto sulla base di uno studio di documenti militari dell'epoca conservati negli archivi della Marina Militare e in modo cospicuo su documenti provenienti da archivi anglo-americani. E' stata individuata una ulteriore importante documentazione storica sulla situazione in corso il 9 settembre 43, alla base della Maddalena, oramai in mano tedesca, e sull'Ammiraglio Bergamini, comandante navale delle forze da battaglia''. Oltre alla documentazione storica, con l'ausilio delle attuali tecnologie il team di ricerca della Bluimage ha anche potuto ricostruire il punto dello sversamento del carburante quando la Roma esplodendo si spezzo' in due parti.Come pure ricostruire dalle fotografie storiche la posizione in mare della Corazzata rispetto alle montagne della Corsica. Elemento fondamentale per l'individuazione del relitto è stato realizzare in 3D l'intero scenario grazie anche a fotografie della ricognizione inglese che volava a 50 metri di quota sulle navi della Regia Marina. Senza dimenticare il racconto di una testimone che non solo ha descritto nei dettagli quando accadde ma ha indicato anche il punto preciso dove avvenne la sciagura. ''Tutto questo materiale -conclude Scavelli- è parte integrante di un progetto che include la realizzazione di un film documentario di livello internazionale, una mostra e una serie di altri eventi istituzionali in occasione del 70° anniversario dell'affondamento, che cade il 9 settembre del 2013''.


NOTIZIE ANSA 28 giugno 2012

ROMA  - Nel Golfo dell'Asinara è stata finalmente identificata - dopo decenni di vane ricerche - una parte del relitto della Corazzata Roma, adagiata a circa 1000 metri di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa sarda. Lo fa sapere la Marina militare. La nave era stata affondata da due bombe tedesche il 9 settembre del 1943, con 1352 vittime.

Due giorni fa il ritrovamento era stato annunciato da un team di ricercatori guidato da Francesco Scavelli, ma - a quanto si apprende - non si trattava del punto giusto. E' stato infatti un altro team di ricerca, fa sapere la Marina Militare, guidato da Guido Gay e con a bordo uomini della forza armata ad identificare con certezza il relitto del gioiello della Regia Marina adagiato negli abissi. Le prime ed esclusive immagini del relitto sono state riprese dall'ingegner Gay, titolare della società Gaymarine S.r.l. che da molti anni conduce in zona sperimentazioni di innovative apparecchiature di esplorazione subacquea da lui ideate e costruite. Grazie all'ausilio del sofisticato robot subacqueo Pluto Palla e ad altri esclusivi strumenti imbarcati a bordo del catamarano Daedalus di proprietà dello stesso ingegnere, il sito dove giace il relitto della corazzata Roma è stato individuato e visitato. Il personale della Marina Militare, imbarcato per l'occasione sul Daedalus su invito dell'ingegnere Gay, ha verificato la inequivocabile coerenza delle immagini, riprese per la prima volta il 17 giugno scorso e ripetute il 28 giugno 2012, di pezzi di artiglieria contraerea imbarcata sulla corazzata Roma. Dopo 69 anni dall'affondamento è stato dunque possibile assegnare la corretta posizione a quello che la Marina Militare ritiene uno dei più importanti Sacrari del mare. La corazzata fu affondata il nove settembre del 1943 da un aereo tedesco: morirono 1352 marinai, insieme al comandante delle forze navali da battaglia della regia Marina, l'ammiraglio di squadra Carlo Bergamini. Solo 622 furono i sopravvissuti. I dettagli della scoperta verranno presentati nel corso di una conferenza stampa che si terrà a La Maddalena all'inizio della prossima settimana.

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