Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
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VENEZIA - La ricerca storico archeologica nella sua dimensione più allargata dovrebbe rappresentare quella scienza necessaria tale da colmare le lacune di un passato spesso dimenticato, portando risposte alle tante domande schiacciate dall'oblio dei secoli. Eppure l'unico metodo per comprendere chi eravamo, cosa facevamo, che cosa abbiamo sbagliato, ma soprattutto quello di capire esattamente come costruire un futuro migliore non riscontra spesso il dovuto interesse.

La mancanza di una consapevolezza sociale collettiva, l'insufficienza di fondi, che trovano riscontro solo ed esclusivamente quando sussistono ritorni economici a breve termine, nonchè una classe politica spesso sorda a queste tematiche sono solo degli elementi che compongono il drammatico scenario in cui versa la ricerca in Italia. Così può accadere che per far fronte ad una situazione limite si costituiscano dei progetti associativi "dal basso" nel tentativo di ridurre questo divario tra una società disattenta e una conoscenza sempre meno diffusa. E' il caso del progetto "Sulle note del passato", promosso 

dall'Associazione Ares di Venezia e coordinato dalla dr. Raffaella Massi, alla quale partecipano giovani ricercatori e studenti provenienti dell'ateneo Cà Foscari e che si propone di rilanciare attività attraverso la divulgazione delle scienze, storiche, artistiche ed archeologiche applicate nell'area lagunare, che sostengano lo sviluppo culturale promuovendone la ricerca storico-archeologica.

Un'iniziativa del tutto innovativa nel suo genere, che nasce sotto la forte spinta degli stessi studenti che intendono mettere in campo la loro preparazione accademica spesso discriminata e svuotata dal ruolo che le compete. Il ricercatore storico, come l'archeologo sono infatti tra le discipline umanistiche più penalizzate nell'attuale contesto della società dei consumi. "Indicativo è il fatto che non esista nemmeno un albo professionale dedicato per noi archeologi - ci dice Paola Sfameni - e che la nostra figura sia vista più d'intralcio, piuttosto che come una risorsa importante da cui attingere un sapere su determinati argomenti che riguardano tutti. In questo senso si sta battendo da anni l’A.N.A (Associazione Nazionale Archeologi) affinchè ci sia una qualificazione della figura professionale dell’archeologo anche attraverso un adeguato iter di studi e di tirocinio formativo sul campo."

Dello stesso parere è Davide Busato, archivista, ricercatore storico e autore del recente saggio <Metamorfosi di un litorale>. La nostra società, la Arcomai, specializzata negli studi di incidenza, nella direzione di scavi archeologici, nelle ricerche storico archivistiche ed etno-antropologiche ha sostenuto da subito "Sulle note del passato". Il progetto - ribadisce Busato - ha l'obiettivo di coniugare la diffusione di quegli elementi culturali, che sono alla base delle ricerche storiche, con un'attenzione particolare a chi opera fattivamente in questo campo, sfatando quei luoghi comuni nei quali l'archeologo viene ancora considerato una professione irrilevante. Tra l'altro questa preziosa figura si struttura attraverso diverse specializzazioni che ancora destano poca considerazione da parte di enti pubblici e privati. Un fatto particolarmente preoccupante se pensiamo alla quantittà di beni artistici presenti sul nostro territorio e in particolare nella città di Venezia che rappresenta per antonomasia un patrimonio storico e architettonico unico al mondo."

 

Il progetto "Sulle note del passato" si avvale di una ricca presentazione di eventi culturali. Il 18 dicembre scorso all'Auditorium Santa Margherita si è svolto un concerto di musica classica, mentre un altro è previsto per il 23 gennaio del 2009 al Teatro Arnaldo Momo di Mestre. Il prossimo anno l'Associazione organizzerà una serie di mostre itineranti sulla cartografia dal XVI al XIX secolo, che potranno essere visitate nelle principali capitali europee. "La storia insegna, ma non ha scolari" diceva Antonio Gramsci. Una frase profetica ancora di grande attualità che ci interroga sui processi e sulla visione di un mondo storico che torna ancora utile per capire con estrema oggettività quale direzione vogliamo intraprendere per il futuro. 

Per maggiori informazioni: Associazione Ares

a cura di: Alessandro Ambrosin - http://www.dazebao.org 

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