Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare
Relitto Romano di Acitrezza 2016
Copyright Soprintendenza del Mare

galea.jpgIl 25 aprile, festa a Venezia di San Marco, al Teatro La Fenice proiezione – in prima mondiale - del film-documentario dal titolo “Venezia e la galea perduta”, per la regia di Marco Visalberghi
Una anticipazione delle immagini, cui ha fatto seguito una conferenza stampa, è avvenuta a palazzo Balbi, alla presenza del Presidente della Giunta veneta Giancarlo Galan, del Sovrintendente della Fenice Giampaolo Vianello, del Magistrato alle acque di Venezia Maria Giovanna Piva, dello stesso regista – che è in fondatore di Doclab produtions, una società di produzione indipendente specializzata nella realizzazione di documentari per il mercato televisivo nazionale ed internazionale. 

Oltre a questi personaggi anche un rappresentante della Direzione ai beni archeologici del Ministero nella persona di Pasquale Malara direttore dei beni  culturali in Veneto, e il sovrintendente per la tessa materia in Veneto Luigi Fozzati e docente a Cà Foscari ed altri esperti appartenenti al mondo della cultura e dell’archeologia subacquea.
Il Presidente Galan ha illustrato le ragioni che hanno sostenuto questa iniziativa di divulgazione di un ritrovamento archeologico di grande importanza: è l’unico esemplare conservato di galea del 14/mo secolo.
“Le azioni di salvaguardia non solo soltanto il Mose, ha detto Galan; non sono solo ingegneristiche, ma più ampie, colte e raffinate in grado di delineare una ricostruzione dell’ambiente lagunare che si è modificato nel tempo ed ha messo in rilievo l’impegno dell’Ente Regione a favore delle attività culturali ricordando, tra l’altro, il sostegno ad enti o fondazioni come la Biennale e la Fenice, la Querini Stampalia, la Giorgio Cini e la Peggy Guggenheim e la Curia Patriarcale. 
Successivamente dagli interventi di Piva, Fozzati e Malara si sono appresi i particolari del delicato lavoro al sito che è stato ricoperto di fango e riallargato in attesa di trovare una collocazione adeguata.galea.jpg Il film della durata di 80’ nel suo insieme passa dal ritrovamento di una galea del XIV secolo presso l’isola sommersa di San Marco in Boccalama, durante i lavori per la salvaguardia di Venezia, alla storia della potenza navale e mercantile della Serenissima, con particolare attenzione nel riferire all’Arsenale, la fabbrica di proprietà dello Stato dove venivano costruite le navi, era di fatto il “cuore”della repubblica. Aveva mura alte 10 metri. Potevano soltanto entrare gli “arsenalotti” e i costruttori: per tutti gli altri le visite erano interdette perché non si voleva svelare alcun segreto sulla costruzione della navi di Venezia adibite alla battaglia, al trasporto di materiali, di merci preziose come oro, diamanti, seta, da Oriente ad Occidente, da Costantinopoli alle Fiandre: quelle navi erano appunto le galee. 
Stando alla documentazione dell’Archivio di Stato di Venezia, ha detto il regista che prima di “girare” il documentario, ha voluto acutamente documentarsi, l’Arsenale era in grado di varare cento galee in meno di 50 giorni, a bordo delle quali c’erano 200 rematori (uomini liberi e non schiavi). Sul futuro della galea di San Marco in Boccalama ci sono ora varie proposte per la sua possibile conservazione o presso il museo della Marina, o in quello dell’Arsenale dove potrebbe essere costruito un apposito laboratorio per la conservazione e studio dei legni bagnati. S’è parlato anche di allocare i numerosi altri reperti o relitti trovati negli ultimi 15 anni dalla sovrintendenza presso il museo sull’archeologia del mare a Caorle. 

Venezia, su questo settore espositivo-culturale sul patrimonio marino, non sarà seconda a nessuna altra città, come Genova o Napoli. Il tutto è legato al reperimento di risorse adeguate. Sta di fatto che in 15 anni la sovrintendenza per i beni archeologici ha recuperato almeno mille reperti. Dagli esperti si sono avuti poi altri particolari i cui risultati, una volta scientificamente accertati potranno far “riscrivere” alcune pagine della storia gloriosa di Venezia sui mari, durata per molto tempo, fino al periodo di Bisanzio, come ha detto Fozzati. Ad esempio, dal prelievo del timone centrale della galea, si è avuta conferma che quel tipo di legno nasce nel Mare del Nord ed è arrivato nel Mediterraneo per ragioni che non si conoscono.

Dal Magistrato alle acque si sono avute altre conferme, tra l’altro sempre necessarie, trattandosi della salvaguardia di Venezia: 1) la laguna è sempre stata studiata in tutti i suoi aspetti, prima che l’ente concessionario (pubblico e privato) riceva il mandato di esecutività; 2) anche per la galea sono state fatte analisi appropriate prima di agire; 3) oltre alla galea, abbiamo individuato un brigantino nella zona di Malamocco; 4) tutte le opere di salvaguardia progettate, realizzate e ancora da eseguire, debbono essere in sintonia con l’’ambiente e rispettose degli aspetti culturali.

Infine, merita una sottolineatura di Malara: il sistema lagunare è la più importante zona umida d’Europa e le scelte d’intervento restano complesse per tutta una serie di ragioni che non sono legate sono agli equilibri ma si deve sempre tenere in evidenza quel bene culturale che è Venezia.

Il film-documentario, dopo La Fenice, sarà proposto al pubblico internazionale, attraverso i canali televisivi: in Francia, in Italia, attraverso Rai Tre, negli Usa e poi, in Australia e, a catena, in altri paesi, visto che la salvezza di Venezia non sta a cuore solo a chi vi abita ma al mondo intero.

Su www.rai.tv una preview del documentario LINK

Share This

Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo.