Venerdì 17 Agosto si è conclusa la quinta campagna di scavi archeologici al largo di Punta Tagliamento, sul relitto del brigantino napoleonico Mercure affondato durante la “Battaglia di Grado”, la notte tra il 21 e 22 febbraio 1812. Le campagne di scavo sono state finanziate dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, dall’Unversità Ca’ Foscari di Venezia, dal Comune di Lignano, dalla Fondazione di Venezia e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Hanno partecipato, inoltre, le squadre dei sommozzatori dei Carabinieri
e dei Vigili del Fuoco di Trieste.
Il relitto è costituito da una “tumulo” principale composto, per lo più, da pani di ghisa della zavorra e da vari oggetti metallici. Tra i cannoni che spiccano, riemerge la fiancata della nave; si ritrovano munizioni di vario calibro, grossi chiodi di bronzo, pulegge di bozzelli delle manovre, e le staffe di metallo (lande) di collegamento tra lo scafo e il sartiame. Nella zona di prua sono stati rinvenuti i resti di almeno cinque uomini dell’equipaggio accanto a pistole e fucili d’assalto, piccoli oggetti e monili.
Il Mercure, brigantino con compiti di scorta, sorveglianza, collegamento e portadispacci, è l’unico relitto noto di nave del Regno Italico, il più antico battente bandiera tricolore; in particolare, i cannoni recuperati, chiamati “carronate”, sono esemplari unici e di grande interesse per la storia dell’artiglieria navale, il Mercure, ne possedeva 16 da 24 libbre. Il brigantino era dotato di un unico ponte ed era ornato di sculture a poppa e a prua. Lungo circa 32 m e largo circa 9 m, aveva un dislocamento di 400/450 tonnellate e poteva raggiungere la velocità di 9 nodi. L’equipaggio era composto da romani, chioggiotti, triestini e dalmati in tutto circa 112 uomini capitanati dal comandante Zuanne Palinicucchia. La notte del 21 febbraio 1812, il Mercure, facente parte di una piccola flotta italo-francese, cadde in una trappola mortale tesa dagli inglesi, durante la battaglia una cannonata colpì la Santa Barbara del Mercure che esplose e affondò. Furono recuperati gli unici tre naufraghi superstiti.
A documentazione del lavoro effettuato dagli archeologi sono previste due mostre fotografiche, una per la stagione estiva 2008 ed una per il 2009 in occasione del 50° anniversario della nascita del comune di Lignano.