Scrive così, lo stesso Angelo Belloni (1882-1957) tra le pagine delle sue memorie. Ma aggiungerei dell’altro, oggi, a distanza di quasi sessant’anni dai suoi scritti. Quale e quanto è il valore di un libro? Il “quanto” è incalcolabile, quando il libro è scritto bene, quando comunica. Quando ci rende partecipi di un evento, di un racconto, ci trasporta dentro un mondo senza tempo. Quando ci tiene incollati alle sue pagine, muove i nostri occhi avanti e indietro riga per riga, impegna la nostra mente nel faticoso, ma impossibile, desiderio
di memorizzare ogni parola. Ecco perché il suo valore è incalcolabile. Il suo merito è dunque quello di trasferirci il sapere. Di obbligarci – proprio perché vale – a memorizzare ciò che esprime. Integralmente sarebbe impossibile: ma quando arrivati all’ultima pagina ci rendiamo conto di aver letto e riletto così tanto alcuni passaggi tanto da averli memorizzati … beh, allora l’obiettivo dell’opera è centrato. Se tra le decine e decine di pagine alcune righe, parole, espressioni, concetti, sono diventate nostre, il libro ha raggiunto la sua missione: trasferirci il suo sapere, la sua conoscenza che passano, ovviamente, per la penna dell’autore.
Uno stralcio che andrà poi ad integrarsi alla più ampia esperienza e cultura del suo lettore che si farà, a sua volta, “messaggero” di nuovo sapere. Ecco, il volume “Cinquant’anni di Mare” edito dalla Mursia e curato dallo storico Achille Rastelli, è proprio uno di quei – rari – lavori che hanno il potere di trasferire a chi li legge tutto ciò. Angelo Belloni era un “ufficiale di marina, progettista, sperimentatore di innovative apparecchiature navali che, grazie a una mente in continuo fermento e alle tante invenzioni da essa partorite, può essere considerato uno dei padri italiani, e forse del mondo, del lavoro subacqueo” . Non
posso non ricordare che la prefazione a questo lavoro è per mano dell’Ammiraglio Gino Birindelli, con ogni probabilità l’ultimo suo incalcolabile contributo prima di venire a mancare, poco meno di un anno fa, il 2 agosto 2008. “Cinquant’anni di Mare” raccoglie, in 290 pagine, tutta la genialità di un uomo attraverso le sue invenzioni ma racconta anche la storia di colui che ha gettato le basi del nostro moderno andare sott’acqua. Come la guaina in tessuto gommato utilizzata dagli incursori, il famoso , è il caso di dirlo, “vestito Belloni”. Ma tra i tanti brevetti di Angelo Belloni non possiamo dimenticare la “vasca” per le uscite
di salvataggio dai sommergibili (1928); ma anche il salvagente a cappuccio (1930), il cappuccio a respiratore subacqueo (1930), perfezionamenti ai boccaporti di accesso ai sommergibili (1931), vasca barometrica chiusa per la fuoriuscita dai sommergibili (1941) e via ancora negli anni a venire con infiniti altri geniali brevetti come, il brevetto per la segnalazione ottica a distanza, soprattutto fra navi, che i documenti riportano con la data del 1 Aprile 1937, Tutt’altro che uno scherzo. Brevetti registrati in Italia, certo, ma
anche in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania. Il libro, in bianco e nero, è riccamente illustrato di immagini fotografiche inedite, di schemi, progetti e prototipi che lo stesso Belloni testava. La sua natura acquatica viene da lui stesso sottolineata: “Il mio bisogno del mare, anzi dell’acqua, era una cosa fisica.
Non so se vi sono dei bisogni fisiologici , in certi organismi, che li fanno <<acquatici>>. Forse una debolezza speciale del sistema nervoso, che ha bisogno, per essere tollerata e compensata, di certe proprietà radioattive proprie dell’acqua”. Un libro tutto da leggere, da memorizzare, da fare vostro. Riga dopo riga.
CINQUANT’ANNI DI MARE –  Memorie 1900 – 1950
Angelo Belloni
A cura di Achille Rastelli – Ed. MURSIA – Prezzo di copertina: euro 22,00