• Archeologia Subacquea
    Archeologia Subacquea
  • Archeologia Subacquea
    Archeologia Subacquea
  • Archeologia Subacquea
    Archeologia Subacquea
  • Archeologia Subacquea
    Archeologia Subacquea

Benvenuti sul sito di Archeologia Subacquea

NASCITA DELL’ASSOCIAZIONE ATENA CuMaNa

Nella giornata del 5 novembre 2015, su iniziativa di un gruppo di studiosi, ricercatori, professionisti ed esperti di, storia marittima e nautica e di cultura del mare è stato costituito in Genova, il Gruppo di Cultura Marittima e Nautica dell’Associazione Italiana di Tecnica Navale (ATENA CuMaNa).

“ L’eterogeneità dei contesti di ricerca che si raggruppano sotto l’egida di ATENA CuMaNa rappresenta un elemento cruciale per dare vita ad un contenitore multi-specialistico, di cui si sente il bisogno oggi più che mai, in grado di ospitare e di dare voce a diverse figure, tutte accomunate dall’interesse verso la cultura nautica e marittima. Non si tratta di un semplice circolo di discussione di temi specializzati, ma di una realtà che dovrà promuovere, con diverse iniziative, la cultura marittima e nautica nella sua più ampia accezione a livello nazionale e, se possibile, anche al di fuori dei confini della penisola”.

Tra i professionisti e gli studiosi che hanno promosso la nascita di questa associazione ci sono storici marittimi, nautici e navali, architetti e designer nautici, archeologi navali e marittimi, esperti di restauro di imbarcazioni storiche ricercatori subacquei, ingegneri navali ed esperti di robotica marina, afferenti ad atenei italiani, in particolare proprio all’Università di Genova, ed esteri, al CNR, oltre che a diverse realtà sociali ed economiche distribuite su almeno 5 regioni.

Sebbene i soci fondatori che oggi hanno dato vita all’associazione provengano da diverse città e località italiane, si è ritenuto che la scelta di GENOVA come sede possa essere un volano di valore indiscutibile, anche grazie alla presenza, nella città e nella regione, di una rete di infrastrutture culturali, accademiche ed industriali di ambito marittimo e nautico di altissimo profilo.

Leggi tutto...

Archeonews

Aeolian Islands Underwater Archaeology Project - 2015

Continuano anche quest'anno le esplorazioni nei fondali delle Isole Eolie. Grazie ad un protocollo d’intesa siglato nel 2014 tra la Soprintendenza del Mare e la Global Underwater Explorer (GUE) si è avviata la seconda stagione di ricerche del progetto “Aeolian Islands Underwater Archaeology Project”.

La campagna di esplorazioni archeologiche subacquee di quest’anno ha interessato, in particolare, i fondali delle isole di Lipari, Panarea e Filicudi. Nel corso delle immersioni effettuate dagli esploratori subacquei professionisti della GUE, sotto la direzione scientifica del Soprintendente Sebastiano Tusa e dell’archeologo Roberto La Rocca, è iniziata la raccolta dei dati per la realizzazione della carta archeologica del patrimonio culturale subacqueo dell'arcipelago eoliano.

I subacquei, sotto la direzione tecnica di Francesco Spaggiari (GUE), hanno mappato in maniera puntuale la zona della famosa Secca di Capistello di Lipari. Le attività rappresentano il proseguimento delle prospezioni già avviate nell'anno 2014, grazie al supporto tecnico/navale del locale Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera, dell’unità navale “Monteleone 814” dei Carabinieri e del Cantiere Nautico Portelli.

L’attività ha consentito il recupero di pregevoli reperti archeologici pronti per essere trafugati, confermando come l’attività propulsiva della Soprintendenza del Mare e l’azione congiunta sia con le Istituzioni locali che con comunità locale, renda concreta l’attività di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale subacqueo eoliano.

Nel corso delle immersioni effettuate nel mese di settembre 2015 nella baia di Capistello, sono stati recuperati numerosi reperti: un ceppo in piombo di età ellenistico-romana completo di contromarra, una brocchetta pertinente probabilmente il corredo di bordo di una delle navi inabissatesi nell’areale e un altare votivo che faceva parte della dotazione di bordo (louterion) completo di base e colonna modanata.

Quest'ultimo, in particolare, costituisce una scoperta eccezionale per la rarità del ritrovamento e per la difficoltà del recupero. Il reperto, infatti, si trovava alla ragguardevole profondità di 114 metri in prossimità di uno strapiombo abissale. Il recupero è stato fatto dal team di subacquei GUE con un’immersione durata oltre 5 ore, grazie all’utilizzo di rebreathers.

La missione è proseguita nei fondali di Panarea, dove per il secondo anno consecutivo l'esplorazione del relitto denominato "Panarea III" situato a 115 metri di profondità ha permesso la realizzazione di una innovativa fotogrammetria tridimensionale che consentirà agli archeologi della Soprintendenza del Mare lo studio del relitto e la potenziale dinamica del suo affondamento. Contestualmente sono stati recuperati alcuni reperti utili allo studio: alcuni piatti da pesce, tre anfore greco italiche e un'anfora punica Mana C.

Le attività si sono concluse nell'isola di Filicudi, dove sono state condotte delle prospezioni ad ampio spettro tra gli 80 e i 100 metri di profondità, coprendo tutto l’areale tra il porto e la secca di Capo Graziano. L’ultima immersione, infine, ha consentito la verifica dello stato di salute e la documentazione video fotografica del famoso relitto della nave posacavi "Città di Milano", inabissatasi nei pressi della Secca di Capo Graziano ad una profondità prossima ai 130 metri.

Ritrovamenti - Ritrovamenti nel Mediterraneo

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

La Nostra pagina su Facebook

toolbar powered by www.mit3xxx.de

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information